Omicidio Vannini, la Cassazione riapre tutto

Angela Sorrentino

Ben pochi casi in Italia hanno lasciato tanti dubbi e perplessità come l’omicidio di Luca Vannini, il 18 enne ucciso in casa della famiglia della sua fidanzatina.

Soprattutto grazie all’intervento delle Iene e al nuovo filone di inchiesta che ne è nato, ieri è stata presa una decisione importantissima: la Corte di Cassazione ha deciso che va rifatto il processo di appello sul caso del giovane ucciso da un colpo di pistola mentre si trovava in casa della fidanzata, Martina Ciontoli, a Ladispoli, nel maggio 2015.

I giudici hanno disposto un nuovo processo d’appello per Antonio Ciontoli, principale imputato dell’omicidio, condannato in appello a cinque anni con una importante riduzione rispetto ai 14 comminati dai giudici di primo grado, per Maria Pezzillo, moglie di Ciontoli, e per i loro figli Federico e Martina, condannati a 3 anni. 

Omicidio Vannini la Cassazione riapre tutto

Un applauso ha accolto la lettura del verdetto. 

“Nessuno mi ridarà mio figlio, ma è giusto che qualcuno paghi per la sua morte “, il commento a caldo di Marina Conte, mamma di Luca.

“Lui non voleva che Marco morisse. Nessun inquinamento probatorio, confessò subito al medico di avere sparato. Pronto ad andare in carcere”, così il legale avvocato Messina difensore della famiglia Ciontoli.

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