Lampedusa, 12 cadaveri trovati in fondo al mare

Antonio Capobianco

È inutile essere ipocriti: ci sono morti che fanno più rumore di altri, cadaveri che provocano più clamore.

Un cadavere in un attentato in Francia si guadagna tutte quelle pagine che una strage in Siria non avrà mai, come anche tutti quei morti che ogni giorno riaffiorano dal Mediterraneo.

Decine di cadaveri di migranti che cercavano di arrivare in Europa, ed invece hanno trovato solo la morte in uno squallido barcone.

Chissà quanti sogni e speranze avevano quei dodici corpi dei passeggeri di una barca affondata lunedì 7 ottobre a pochi chilometri dalla costa di Lampedusa.

I corpi sono stati individuati dai sommozzatori della Guardia Costiera e saranno recuperati nei prossimi giorni. Fra di loro, secondo Repubblica, c’è anche il corpo di una donna abbracciata a un bambino di alcuni mesi.

Erano più di 50 i migranti a bordo del barchino che si è capovolto. A quanto pare, dopo aver chiamato i soccorsi, alla vista delle motovedette giunte dall’isola, alcuni dei migranti a bordo hanno iniziato ad agitarsi provocando il ribaltamento e il rapido affondamento dell’imbarcazione che era rimasta senza benzina e stava imbarcando acqua.

Tredici le salme già recuperate, tutte di giovani donne di origine ivoriana, ventidue i superstiti.

foto@Flickr

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