Dormire poco dopo i 50 anni può raddoppiare il rischio di demenza e mortalità: cosa dicono gli studi

Antonio Capobianco

Una buona qualità del sonno non è solo sinonimo di benessere, ma può rivelarsi fondamentale per la salute a lungo termine, soprattutto dopo i 50 anni. Secondo nuove ricerche, dormire meno di cinque ore a notte potrebbe raddoppiare il rischio di sviluppare demenza e aumentare significativamente il pericolo di morte prematura.

Dormire poco dopo i 50 anni può raddoppiare il rischio di demenza e mortalità

Sonno insufficiente e salute cerebrale: i risultati allarmanti degli studi

Un’importante indagine condotta dalla Harvard Medical School ha analizzato migliaia di adulti over 65, confrontando le loro abitudini di sonno con lo sviluppo di demenza e mortalità nei cinque anni successivi. I dati parlano chiaro: chi dormiva meno di cinque ore per notte aveva il doppio delle probabilità di:

  • ricevere una diagnosi di demenza
  • morire per qualsiasi causa

Il dato è particolarmente rilevante per chi ha superato i 50 anni, una fascia d’età in cui il sonno tende già naturalmente a diventare più leggero e frammentato.

Troppo sonno non è necessariamente meglio

Curiosamente, lo studio ha rilevato anche una correlazione tra dormire nove o più ore a notte e un aumento del rischio di demenza. Tuttavia, questo legame è scomparso dopo aver considerato altri fattori come età, condizioni croniche e stato di salute generale. Questo suggerisce che la durata ottimale del sonno potrebbe trovarsi tra le sei e le otto ore a notte.

Difficoltà ad addormentarsi? Il rischio sale del 45%

Non è solo quanto dormiamo, ma anche quanto tempo impieghiamo per addormentarci, a fare la differenza. Chi impiega più di 30 minuti per prendere sonno presenta un rischio aumentato del 45% di sviluppare demenza. Questo sottolinea l’importanza di non trascurare i problemi di insonnia o i disturbi legati all’addormentamento.

Il cervello “pulisce” sé stesso mentre dormiamo

Una delle spiegazioni più convincenti di questo legame tra sonno e declino cognitivo riguarda il processo di pulizia neurale che avviene durante il riposo notturno. Durante il sonno profondo, il cervello accelera l’eliminazione di proteine tossiche come la beta-amiloide, il cui accumulo è associato alla demenza e al morbo di Alzheimer.

Dormire un’ora in più può fare la differenza

Un secondo studio europeo ha confermato questi dati, evidenziando che gli over 50 che dormono meno di sei ore a notte hanno un rischio aumentato del 30% di sviluppare demenza. La buona notizia? Anche solo un’ora di sonno in più può ridurre in modo significativo questa minaccia.

Il sonno cambia con l’età: ecco perché è importante agire

Nella mezza età, il sonno può essere influenzato da numerosi fattori: stress lavorativo, responsabilità familiari, disturbi fisici o emotivi. Gli esperti sottolineano l’urgenza di condurre ulteriori ricerche per sviluppare strategie su misura per migliorare il sonno degli anziani, con l’obiettivo di ridurre il rischio di deterioramento cognitivo.


Conclusione

Se hai superato i 50 anni, dormire bene non è un lusso, ma una necessità per proteggere il tuo cervello. Mantenere abitudini regolari, ridurre lo stress serale e affrontare eventuali disturbi del sonno con il supporto di uno specialista può fare la differenza tra invecchiare in salute o affrontare problemi cognitivi gravi. Ricorda: anche solo un’ora in più di sonno a notte può salvaguardare la tua memoria e la tua vita.

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